Da quando è nato internet, la sua crescita è stata esponenziale. Le persone connesse sono sempre di più, così come è sempre di più il tempo speso online. Da subito, il web è stato ampiamente sfruttato dagli inserzionisti poiché, grazie alla sua velocità e accessibilità, consente di creare una campagna di advertising con facilità molto maggiore rispetto ai media tradizionali.

Negli ultimi anni, tuttavia, il mercato dell’online advertising ha iniziato a saturarsi: sempre più persone e aziende, infatti, ne hanno compreso e sfruttato le potenzialità, con un conseguente aumento dei player in gioco e incremento dei costi su tutte le principali piattaforme di advertising online, come Google AdWords, Facebook Ads, Bing Ads e Amazon Ads.

Mentre i prezzi della pubblicità sulla carta stampata scendono in picchiata, lato digital la concorrenza oggi è spietata e chi viene penalizzato sono le piccole realtà che spesso non dispongono di budget adeguati e sufficienti per competere con le grandi aziende e le multinazionali.

L’articolo “Online Advertising: statistiche e consigli per contrastare l’aumento dei costi di AdWords, Facebook Ads e Amazon” pubblicato da Secret Key riporta in modo dettagliato le ragioni per cui si è arrivati alla situazione attuale e cosa si può fare per sopravvivere in un mercato sempre più saturo. Scopriamolo:

Quanto costa l’online advertising?

Tutte le ricerche di settore confermano un incredibile aumento dei costi negli ultimi due anni, con i picchi massimi raggiunti nei mesi finali del 2017. Un dato assolutamente significativo, che riassume perfettamente lo stato attuale delle cose, è riportato da Adobe nello studio “Digital Advertising Report 2017”: nell’ultimo anno, gli investitori hanno speso in campagne search il 42% in più rispetto all’anno precedente, ma gli utenti che hanno poi effettivamente visitato i siti sono aumentati solo dell’11%.

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Google AdWords

La piattaforma di advertising di Google, al momento leader indiscusso dell’advertising online, ha registrato gli incrementi maggiori lato CPC (Costo Per Clic), con un aumento del 30% annuo e un picco del 44% a Dicembre 2017.

Una delle ragioni del picco è stata, come accennato in precedenza, l’entrata in campo di grossi player dalle possibilità pressoché illimitate (soprattutto economicamente), che con investimenti massivi hanno fatto lievitare i costi per tutti gli altri inserzionisti, soprattutto per alcune specifiche nicchie di mercato. Nel settore tech, ad esempio, dove gli investimenti di Amazon sono 2 volte superiori a quelli dei suoi principali competitors (WalMart e Best Buy), il 50% dei clic desktop e mobile relativi a questo settore portano ad Amazon.

Una situazione analoga a questa si è verificata nel settore travel e hospitality, dove il colosso Booking.com ha monopolizzato tutte le ricerche relative a strutture ricettive.

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Facebook Ads

Gli incrementi sui costi dell’online advertising non hanno interessato solo Google, ma anche Facebook. Se AdWords, infatti, è il leader indiscusso per le campagne search e shopping, Facebook regna sulla pubblicità display. Durante lo scorso anno, sono stati spesi su Facebook Ads 3 volte i soldi spesi su Google Display Network.

Come per AdWords, anche su Facebook Ads i costi per clic sono aumentati, ma la visibilità degli annunci è diminuita. La ragione principale è stata il cambio di algoritmo avvenuto qualche mese fa, che dà più visibilità ai contenuti di amici e gruppi piuttosto che a quelli delle pagine. Di conseguenza, le persone vedono meno annunci sulla loro bacheca. Se a questo si aggiunge il fatto che il numero complessivo di inserzionisti è aumentato (così come il budget a loro disposizione), diventa chiaro come il mercato sia arrivato a saturarsi anche su Facebook.

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I costi medi

Indicativamente, questi sono i costi medi di CPC e CPA su AdWords e Facebook Ads allo stato attuale delle cose:

  • CPC medio AdWords: 2,32$
  • CPA medio AdWords: 59,18$
  • CPC medio Facebook Ads: 1,72$
  • CPA medio Facebook Ads: 18,68$

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Un nuovo player: Amazon

Negli ultimi anni, si è affacciato sul mercato dell’online advertising un nuovo player, che si appresta già a diventare una delle maggiori realtà in questo ambito: stiamo parlando di Amazon, che grazie alle revenue generate dalla pubblicità in pochi anni (4,5 miliardi di dollari), è già la terza maggiore piattaforma al mondo, dopo Google e Facebook.

La leadership incontrastata nel settore dello shopping online ha portato moltissimi inserzionisti a pubblicare i propri annunci sulla piattaforma, e per questo le previsioni per i prossimi anni sono tutte di crescita (numero di inserzionisti, ma anche concorrenza e costi). Gli incrementi nei costi si sono già verificati, anche se in misura inferiore rispetto ad AdWords e Facebook Ads.

Cosa fare?

Alla luce delle considerazioni fatte finora, ecco come è consigliabile agire nel caso stiate investendo o vogliate investire in pubblicità online:

  1. Non improvvisare: costruisci un solido ecosistema digitale a supporto dei tuoi investimenti in digital advertising
  2. Prevedi un costante aumento di budget per l’advertising: mantenere invariata la cifra dei tuoi investimenti ti farà perdere visibilità
  3. Non contare SOLO sui canali a pagamento per avere visibilità e ottenere nuovi clienti: diversifica investendo anche su Digital PR, Social Media, SEO, Email Marketing, ecc
  4. Ragiona in ottica Lifetime Value: ottenere clienti che acquistano solo una volta renderà insostenibili i tuoi investimenti in digital advertising. È necessario sviluppare una strategia di marketing che ti permetta di acquisire nuovi clienti e di far riacquistare continuamente quelli vecchi.
  5. Differenziati: tra miliardi di prodotti e milioni di aziende uguali fra loro, vince o chi ha più budget, o chi fornisce una proposta realmente differenziante dalla concorrenza.

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