È stato pubblicato da Casaleggio Associati l’annuale report sullo stato dell’Ecommerce in Italia e nel mondo. Riportiamo qui di seguito i dati più salienti.

L’unico settore che oggi è in grado di registrare un’impressionante crescita a doppia cifra è l’Ecommerce e le previsioni contenute nel report confermano questo trend anche per i prossimi anni. La rapidità con cui si è sviluppato questo settore dalla nascita di internet a oggi raddoppierà con l’arrivo delle nuove tecnologie (intelligenza artificiale, blockchain, internet of things…), sviluppandosi in maniera massiva nell’area Asia-Pacifico.

I numeri dell’Ecommerce nel mondo

Nel 2017, sono state 1,79 miliardi le persone nel mondo che hanno effettuato almeno un acquisto online. Si tratta del 26,8% della popolazione mondiale, e per il 2018 è prevista una crescita dell’8%.

Rispetto al 2016, il valore complessivo del mercato Ecommerce è cresciuto del 23%, attestandosi alla cifra di 2.290 miliardi di dollari, pari al 10% delle vendite retail totali nel mondo. I leader indiscussi del mercato sono gli USA e la Cina, che rappresentano il 69,1% del valore totale del mercato. L’area Asia-Pacifico è anche il più grande Ecommerce mondiale: risiedono qui, infatti, oltre la metà degli acquirenti totali di Ecommerce.

Per quanto riguarda i player coinvolti, la supremazia di mercato è in mano ai marketplace, su tutti Alibaba e Amazon. Solo nel 2017, hanno registrato transazioni complessive per 1,1 miliardi di dollari.

Prestare attenzione agli investimenti di questi due colossi può far capire la direzione verso la quale si sta andando, che sembra essere sempre di più quella dell’integrazione tra online e offline. Nello specifico, Alibaba ha investito 8 miliardi nel retail offline e Amazon ha acquistato la catena di supermercati bio Whole Foods per 13,7 miliardi e sta puntando sull’apertura di store fisici in USA e Germania.

Insomma: il concetto di “shop” sta cambiando e l’unica strategia vincente oggi è quella omnicanale e cliente-centrica.

L’Ecommerce in Europa

Per quanto riguarda l’Europa, il valore totale del mercato è di 602 milioni di euro (+14% rispetto al 2016) e le persone che acquistano online sono 324 milioni, pari al 68% della popolazione europea totale. La spesa media annuale per persona è di 826€.

A livello di crescita, i paesi in cui l’Ecommerce si è sviluppato maggiormente negli ultimi 5 anni sono Italia e Olanda, ma sono la Germania, il Regno Unito e la Francia a generare il 70% del fatturato Ecommerce europeo.

Tra i settori più importanti (che generano più vendite), troviamo:

  1. Moda
  2. Elettronica & Media
  3. Hobby e fai da te
  4. Arredamento
  5. Food & Personal Care

Uno dei limiti più evidenti è dato dal rapporto tra il numero di aziende che hanno un sito e quelle che effettivamente vendono online: il 77% delle aziende europee, infatti, è presente online, ma solo il 18% vende i propri prodotti via Ecommerce.

L’Ecommerce in Italia

In Italia, il mercato Ecommerce B2C nel 2017 è cresciuto dell’11% rispetto al 2016, generando un fatturato di 35,1 miliardi di euro. I settori più consistenti, a differenza della media europea, sono il turismo e il tempo libero (70% del totale).

La crescita maggiore, comunque, si è verificata in questi segmenti:

  • Salute e bellezza (+39%)
  • Moda (+28%)
  • Alimentare (+24%)
  • Elettronica di consumo (+21%)
  • Casa e arredamento (+19%)

Il ruolo del mobile sull’Ecommerce

Sebbene le differenze siano evidenti tra il mercato mondiale, quello europeo e, nel dettaglio, quello italiano, alcuni aspetti riguardano tutte le aree geografiche e tutti i settori merceologici. Uno di questi, è l’importanza del mobile.

Nel 2017, il 42% delle sessioni nel mondo è avvenuta da un dispositivo mobile e il 21% si sono tramutate in effettive conversioni direttamente dal device. I pagamenti da mobile, infatti, hanno raggiunto quota 780 miliardi di dollari.

In Italia, la percentuale degli acquisti effettuati da mobile è stata del 28%, con prospettive di continua crescita per il futuro.

A dimostrazione della tendenza sempre maggiore da parte degli utenti di muoversi cross-device e cross-channel, integrando sempre di più l’online e l’offline, secondo Google prima dell’acquisto di un bene il 42% degli utenti in store fa una ricerca sul mobile.

L’importanza di chat e chatbot

Un altro aspetto universale che sta prendendo sempre più piede è quello delle chat e dei chatbot, strumenti che iniziano a sfruttare le potenzialità dell’intelligenza artificiale e del machine learning per fornire agli utenti e ai consumatori un’esperienza di acquisto sempre migliore.

Nel 2017, il 42% dei consumatori si è collegato e ha interagito con la chat di un brand. Questo mezzo di interazione è definito dagli utenti stessi come il mezzo preferito rispetto a tutti gli altri (email, sms, chiamate…).

Le ragioni che spingono maggiormente le persone ad utilizzare strumenti di questo tipo sono:

  • comunicare con le aziende
  • avere risposte rapide
  • segnalare un problema
  • acquisire maggiori informazioni su un prodotto/servizio

Voice Search

Secondo il report della Casaleggio Associati, è previsto che in ambito Ecommerce gli assistenti vocali diventeranno il canale predominante di interazione con i consumatori. Insomma, nei prossimi 3 anni il 40% degli utenti preferirà interagire con un vocal assistant piuttosto che visitare un sito web.

Già nel 2017, gli assistenti vocali (Alexa, Siri, Google Now, Cortana) hanno registrato un aumento del 23% sull’utilizzo: 60,5 milioni di americani hanno usato un assistente virtuale almeno una volta al mese, e i maggiori utilizzatori sono i Millennials. L’aumento è stato del 129% rispetto al 2016.

Il potere dei contenuti

In un mercato sempre più dominato da veri e propri colossi che rendono la competizione per le piccole e medie imprese praticamente impossibile, la comunicazione e, in particolare, i contenuti sono di fondamentale importanza.

Il content marketing può, da solo, spostare considerevolmente le conversioni, ovviamente se i contenuti presentati sono di qualità, originali, informativi o di intrattenimento. Meglio ancora se generati dagli utenti stessi (User Generated Content): il 97% degli utenti è più propenso a comprare dopo un’interazione con un contenuto UGC.

Il canale più influente in questo senso è Facebook, seguito da YouTube e Instagram. L’influenza generata dai contenuti su queste piattaforme può avvenire sia prima che durante l’acquisto: il 60% dei consumatori dichiara di lasciarsi influenzare da un post o una recensione durante lo shopping in store.

La chiave è la personalizzazione

Le attività di personalizzazione sono fondamentali per gli stessi motivi per cui lo è il content marketing: si tratta di leve fondamentali per le piccole realtà, poiché contribuiscono a rendere partecipe l’utente della vita del brand, aiutano a contrastare il dominio dei marketplace e a mantenere una relazione diretta con i clienti.

Secondo il report, l’unicità del prodotto spingerebbe un italiano su tre a comprare capi su misura o personalizzati online, seguita dalla soddisfazione di personalizzare il proprio capo in ogni dettaglio (29%) e dal desiderio di esprimere la propria personalità (25%).

Online advertising

La promozione online del brand è un’attività critica per la maggior parte delle aziende ecommerce italiane, infatti le aziende soddisfatte delle attività di promozione sono solo il 31% e quelle che dichiarano quest’attività difficoltosa sono il 54%.

Nel 2017, gli investimenti maggiori in promozione sono stati fatti su:

  • Keyword advertising (27% del budget)
  • Social media marketing (16%)
  • SEO (15%)
  • Email marketing (15%)
  • Presenza su comparatori (9%)
  • Display Advertising (6%)
  • Remarketing (4%)

Ovviamente un ruolo fondamentale lo giocano i social, ritenuti mezzi efficaci per far conoscere il proprio brand, per acquisire clienti e per vendere i propri prodotti. In particolare, sono ritenuti social network efficaci:

  1. Facebook (dal 71% delle aziende)
  2. Instagram (59%)
  3. YouTube (35%)
  4. LinkedIn (19%)
  5. Twitter (13%)

Pagamenti

Infine i pagamenti, un aspetto assolutamente da non sottovalutare, considerato che durante l’anno scorso il 69% dei carrelli è stato abbandonato prima di concludere l’ordine e la causa principale è stata la modalità di pagamento (40% dei casi).

È fondamentale, quindi, prestare la massima attenzione al processo di checkout, rendendolo il più semplice e intuitivo possibile, esplicitando tutte le informazioni e i costi accessori (onde evitare spiacevoli sorprese agli utenti).

Il metodo di pagamento più diffuso è la carta di credito (46% degli acquisti totali), seguita dai digital wallet (35% delle transazioni) e dal pagamento alla consegna o con bonifico bancario (18%).

Tra i sistemi di gestione delle carte di credito, PayPal è il sistema più usato, dal 91% degli esercenti.

Scrivi

La tua email non sarà pubblicata