Il sondaggio realizzato da ShopAlike ha coinvolto 100 negozi partner di 13 Paesi europei, appartenenti in prevalenza al settore abbigliamento (il 58% degli intervistati), seguiti da bellezza e salute, gioielli, giochi e sport.

Quali sono i principali ostacoli per gli e-commerce?

Lo stato dell'arte dell'e-commerce in Europa nel 2017

Partiamo dalle criticità riscontrate dalle aziende: in base al report, la presenza di player internazionali rappresenta una barriera per gli e-commerce di settore più specializzati, poiché molti utenti tendono ad acquistare online sui siti più noti.
Il contesto giuridico e fiscale influisce in misura notevole (secondo la maggioranza degli interpellati) sullo sviluppo degli e-commerce in un singolo Paese, poiché la tassazione e le norme da rispettare variano moltissimo anche all’interno dell’Europa.

Riguardo invece gli ostacoli più comuni fra i clienti che desiderano acquistare online, secondo le aziende, al primo posto c’è la sicurezza nei pagamenti, evidentemente considerata ancora non sufficiente nonostante le misure adottate da tutti gli e-commerce.
Segue la mancanza di contatto fisico con il prodotto, che per alcuni utenti rappresenta ancora una barriera, e infine l’assenza di una comunicazione adeguata prevendita e postvendita.
Mantenere i contatti con i clienti, sia nella fase precedente l’acquisto che successivamente, è senza dubbio una delle attività in cui le aziende devono investire maggiormente per poter essere competitivi e fidelizzare i clienti nel tempo.

Millennials ed e-commerce

Statistiche utilizzo social da parte degli e-commerce

Come intercettare i millennials? Questo target è decisivo per tutti gli e-commerce, infatti le aziende hanno risposto al sondaggio dichiarando che vorrebbero migliorare la presenza sui social media per entrare in contatto con i millennials (questo è il parere dell’86% degli intervistati), fare attività di content marketing (esclusi i video), pianificare campagne display dedicate e collaborare con gli influencer del proprio ambito di riferimento.

A proposito dei canali utilizzati dagli e-commerce, il dato conferma il predominio di Facebook (usato dal 90% delle aziende), seguito da Instagram (76%) e Twitter (41%).

I millennials sono un target importante per i negozi, e questi ultimi si sono adoperati per raggiungerli usando diverse tipologie di campagna (l’86% ha investito nella presenza sui social media, seguita dal content marketing non video, campagne display dedicate e collaborazioni con gli influencer). Solo il 32% degli shop ha una propria app. Quando si parla di social media, Facebook è ancora predominante (il 90% dei negozi è presente su questo canale), seguito da Instagram (76%) e Twitter (41%), social media molto efficaci per chi vende prodotti e servizi online.

Infine, gli altri dati interessanti del report di ShopAlike sono sul tema dei rapporti con i mercati esteri: il 72% degli intervistati vende anche in altri Paesi e il 50% si promuove sui mercati stranieri.
In questo caso le difficoltà riscontrate riguardano la logistica delle spedizioni, la forte concorrenza e l’adattamento linguistico del sito, criticità che rallentano lo sviluppo degli e-commerce in nazioni differenti da quella di appartenenza.
Il sondaggio completo è consultabile al seguente link: https://www.shopalike.it/e-commerce-tendenze-opportunita.

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